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Parco e natura

I minerali dell'Isola d'Elba - I minerali e le miniere dell'Isola d'Elba di G. Tanelli

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L'isola d'Elba è una delle più importanti e famose località mineralogiche e storico-minerarie della Terra e come tale inserita nel ''World Heritage Provisional List of Geological Sites'' dell'UNESCO.

Gli splendidi cristalli di oligisto e di pirite di Rio, l'ilvaite e la magnetite di Calamita, le tormaline policrome ed i berilli di S. Piero e S. Ilario, così come molte delle circa centocinquanta specie mineralogiche individuate nell'isola, sono ospitate nei più prestigiosi musei naturalistici del mondo, studiate e descritte in decine di opere scientifiche, nonché ambiti esemplari di migliaia di collezionisti.

Il patrimonio mineralogico elbano, inserito in magici paesaggi, accompagnato da notevoli emergenze floristiche e faunistiche è parte di un contesto ambientale modellato da una storia geologica vecchia almeno di 400-500 milioni di anni e che, negli ultimi 100.000 anni, si è sovrapposta ed ha interagito con la storia antropica del territorio.

E' abbastanza suggestivo, anche se fino ad oggi non sono state fatte ricerche scientifiche in merito, che i cacciatori ed i raccoglitori del Paleolitico che frequentarono la piana di Lacona e le pendici del Capanne, abbiano utilizzato per preparare i loro strumenti di caccia e di lavoro anche i ciottoli di quarzo e le selci raccolte localmente.

Il popolamento delle terre elbane e la probabile utilizzazione dei suoi minerali, si intensifica nel Neolitico e nelle successive Età dei metalli. A riprova di ciò restano l'eccezionale sito sepolcrale Eneolitico della grotta di S. Giuseppe a Rio, i resti delle culture sub-appenniniche del Capanne, le leggende degli Ilvates e degli Argonauti, i cercatori di metalli della mitologia greca, fondatori di Argo, la prima Portoferraio.

Ma è nel primo millennio avanti Cristo che l'Isola d'Elba entra nella ''storia mineraria'' dell'Umanità.

Virgilio, Strabone, Diodoro, Siculo ed altri autori classici ci hanno lasciati scritti sulle miniere di ferro e sulle cave di granito della greca Aethalia e della romana Ilva, l'isola che si trovava nel mare dei Tirreni.

Ancora oggi cumuli di scorie ferrifere e resti di forni di riduzione presenti a Pomonte, S.Andrea, Capo Pero ed in numerose altre località costiere elbane, così come le grandi masse di scorie che fino alla prima guerra mondiale ricoprivano la necropoli di S. Cerbone a Populonia, i resti dei minerali elbani ritrovati ad Ischia ed a Marzabotto, segnano l'importanza delle attività minerarie e siderurgiche espletate in periodo etrusco ed etrusco romano.

Nei secoli successivi e fino ai nostri giorni, sia pure con alterne fortune, continua la coltivazione delle miniere di ferro e delle cave di granito, segnando in modo indelebile il paesaggio ed in grande motivando la storia e le tradizioni di quel piccolo ma meraviglioso pezzo di Pianeta che è l'isola d'Elba.

Due musei mineralogici, già esistenti nel territorio a Rio Elba e Rio Marina, (comuni elbani) una Mostra mercato di minerali ed erba a scadenza annuale (I fiori della terra) e soprattutto un Parco culturale che sta nascendo in questi tempi avranno il compito di salvaguardare, divulgare e valorizzare il grande patrimonio naturalistico e storico legato ai minerali ed alle miniere dell'Elba.