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Parco e natura
I minerali dell'Isola d'Elba - Convegno Internazionale sui Parchi culturali in Toscana
- » Biografia Prof. Giuseppe Tanelli primo Presidente del Parco Nazionale dell'Arcipelago
- » Relazione del Prof. Tanelli al Convegno: parte I, parte II, parte III, parte IV
1. una premessa
Nell'ottobre del 1981 è stata chiusa la miniera del Ginevro. Si è concluso così un periodo, iniziato alla fine degli anni sessanta, che ha visto la lenta ed irreversibile dismissione del comprensorio ferrifero elbano.
Nelle antiche "Terre del Ferro", le attività minerarie ed agricole sono state prima affiancate e quindi sostituite da quelle direttamente o indirettamente legate al turismo, con valenze nettamente dominanti di tipo estivo e balneare.
La crescita di queste attività ha portato al territorio un marcato sviluppo economico, accompagnato peraltro da una crescita parallela dei problemi di impatto e compatibilità ambientale, nonché dei rischi tipicamente legati ai sistemi economici monovalenti.
Tenuto conto che le caratteristiche e la qualità dell'ambiente elbano - una preziosa ed unica integrazione di emergenze e valori naturali e culturali - rappresentano la motivazione prima della domanda turistica, si impone l'esigenza funzionale, vuoi di contenere l'impatto ambientale del turismo estivo, vuoi di incentivare forme di turismo eco-sostenibile in grado di allargare temporalmente e diversificare tipologicamente la domanda turistica.
E' indubbio che intelligenza e flessibilità economica possono fare superare momenti di congiuntura negativa fra ambiente e vocazione turistica del territorio, ma è altrettanto indubbio che il problema deve essere affrontato nei suoi termini strutturali, individuando le tipologie turistiche alle quali offrire "l'ambiente Elba " e provvedendo alla realizzazione di quegli interventi in grado di valorizzarlo e commercializzarlo a livello internazionale.
In questa strategia, sentita e perseguita da realtà produttive ed amministrative elbane, dovrebbe inserirsi il progetto: Parco dei Minerali dell'isola d'Elba. Un sistema turistico-economico ed educativo, imperniato sulla valorizzazione del patrimonio geo-mineralogico e storico-minerario del territorio in grado di contribuire alla tutela, integrata ed equilibrata dei contenuti naturalisti e culturali dell'Isola.
La realizzazione di questo progetto, pensato già negli anni settanta ed oggetto di un piano di prefattibilità negli anni ottanta (16), ha accumulato pesanti ritardi soprattutto a causa di difficoltà burocratiche e normative in merito alla disponibilità delle aree sottese dal parco, in quanto appartenenti al demanio dello Stato.
In tempi più recenti poi, il destino del Parco dei Minerali è stato fortemente condizionato dalle vicende del Parco dell'Arcipelago. Quest'ultima una ridicola e pietosa tele-novela, iniziata nel 1989, in cui abbiamo visto di tutto: superficialità e settorialismo scientifico, inconcludenze e inadempienze amministrative, miopie e strumentalizzazioni politiche; il cui unico risultato è stato quello di dare ad una rissosa minoranza delle ottime ragioni per attivare delle vere rivolte di popolo contro il parco dell'Arcipelago.
Tutto questo con buona pace di quelle iniziative che con equilibrio e con tatto cercano di allargare la "cultura dell'ambiente": divulgandone i contenuti, valorizzandone le emergenze ed individuando nuove opportunità di lavoro e di sviluppo economico. Oggi, ciò che resta delle millenarie attività estrattive ferrifere sono alcuni milioni di tonnellate di minerale non economico per la siderurgia moderna, un insieme di opifici, macchinari e strutture tristemente degradate e fatiscenti ed un generale paesaggio minerario che necessita di essere bonificato, messo in sicurezza e opportunamente restaurato.
Questi resti, o se vogliamo, questi rifiuti, sono legati ad un contesto naturale e culturale di risonanza internazionale, in grado di trasformarli in una vera "risorsa economica" proiettata verso il XXI secolo. Una risorsa, esauribile e non rinnovabile e, come tale da coltivare con saggezza, se non vogliamo consumarla nell'arco di una generazione. La grande sfida sarà quella di sapere - e potere - discriminare fra fin troppo facili ed ampiamente datati piani speculativi in grado di creare solo strutture che restano chiuse dieci mesi all'anno, da quegli interventi in cui una lungimirante amministrazione ed imprenditorialità concretizza il fatto che oggi l'ambiente e la cultura sono, non soltanto dei beni eticamente preziosi, ma anche un capitale su cui investire per produrre ricchezza e benessere.
Nelle pagine che seguono si è tentato di "stimolare curiosità" sulle incidenze che le mineralizzazioni a ferro dell'isola d'Elba hanno avuto sulla storia e nelle tradizioni del territorio, nonché sulla nascita e lo sviluppo delle scienze mineralogiche e delle conoscenze che abbiamo sulla natura del pianeta Terra.
Nell'ultimo paragrafo infine si è cercato di trasmettere lo "stupore" che sempre accompagna la scoperta di uno splendido cristallo di oligisto o di ilvaite, o comunque di una di quelle decine di specie mineralogiche che si ritrovano fra Cavo e la Punta della Calamita.
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