Vacanze all'Isola d'Elba? Elbalink: informazioni e prenotazioni di hotel, case in affitto, residence, camping, agriturismi, bed & breakfast. Guida dell'isola d'Elba e dell'Arcipelago Toscano. Orario traghetti e voli per l'Isola d'Elba.

Guarda gli orari e prenota on line il traghetto per l'Elba.
Traghetti Toremar, Moby Lines e Blu Navy.

Le migliori tariffe online dei traghetti per l'Isola d'Elba. Con Elbalink non paghi i diritti di prenotazione !


Parco e natura

I minerali dell'Isola d'Elba - "Alle porte dell'inferno" di Giovanni Neri

« torna all'indice

Un interessante articolo comparso sulla rivista
" Bellitalia" - Editoriale Giorgio Mondadori - n. 124 - Agosto 1996

Elbalink ringrazia l'Editore per l'autorizzazione a riprenderlo integralmente ad eccezione delle fotografie.

Isola d'Elba: lo spettacolo delle miniere che fornirono il ferro per la guerra di Troia
di Giovanni Neri



Potrebbe essere una delle porte dell'inferno di cui è punteggiata l'Italia, con quella terra dura e luccicante, quel lago dalle acque rosse e quei rari cespugli di ginestre e di lentisco che si stagliano bassi sui gradoni scavati nella roccia un colpo di piccone dopo l'altro. Ma potrebbe essere anche il set di un western spaghetti, uno di quei film anni '70 con il buono da una parte, i cattivi dall'altra e in mezzo una miniera d'oro con capannoni senza porte e argani scricchiolanti, spettatori muti di una resa dei conti che arriverà presto.

Più antica nell'Elba, la miniera di Rio Albano è, secondo gli storici, il primo insediamento minerario dell'isola che sul ferro ha costruito la sua leggenda.

E la leggenda, come racconta lo scrittore elbano Luigi Cignoni, dice che da questa cava in gran parte a cielo aperto uscì il ferro temprato che servì a forgiare le armi usate dagli Achei nell'assedio di Troia. Coltivata sistematicamente dagli Etruschi, la cava è in realtà un complesso di cantieri compresi nel tratto di costa tra Cala del Telegrafo e Cala Seregola, sul versante nord orientale dell'isola. Da Calendozio, Fornacelle, Conche, Pistello, Puppaia e Venezia per secoli è uscito il materiale che finiva nei primitivi altiforni. Un grande complesso di vene piene di minerali che fanno ancora la gioia dei collezionisti, i quali continuano infatti a battere questa terra in cerca di un frammento da classificare: limonite, ematite, pirite, siderite, azzurrite, malachite, pirolusite.

Anno dopo anno i cantieri sono stati aperti, si sono esauriti e poi sono stati chiusi, spostando la lavorazione poche centinaia di metri più in là ogni volta alla ricerca della vena buona.

Aggirarsi attraverso queste pietre dà la sensazione di muoversi su un veliero abbandonato o in qualche strada di una città fantasma. Ovunque è un paesaggio lunare, postatomico, che lascia senza parole.

Violentata, percossa, grattata per secoli, la natura sta in fatti riprendendosi un centimetro alla volta lo spazio che l'uomo le ha sottratto. Ma avanzano a stento le piante delle specie pioniere, incapaci di vincere lo scirocco che lucida le pietre e disperde la poca polvere dove far crescere radici rachitiche. E anche le testimonianze lasciate dall'uomo sono di una desolazione assoluta, irreale.

In un territorio che è stato sconvolto nella sua forma originale e che non ha più regole naturali, il riverbero del sole acceca e fa sudare e i binari sui quali c'è ancora un locomotore usato, una volta, per trainare i carrelli del materiale, sembrano davvero destinati a finire nel nulla. Un nulla dove gli uomini pativano pene infinite, un inferno reale che sconvolse e lasciò quasi senza parole anche gli scrittori dell'antichità.

Scrive Plinio il Vecchio: "Gli uomini cavano le montagne seguendo cunicoli aperti per lungo tratto a lume di lanterne. Spezzano con martelli le pietre e le trasportano sulle spalle di notte e di giorno passandole nelle tenebre l'un l'altro".

E Diodoro Siculo: "Il minerale di ferro viene ridotto in pezzi per essere fuso e gli uomini spezzano la pietra e bruciano i vari pezzi in fornaci, forgiando armi e anche zappe e altri attrezzi tra infinite fatiche..."

Giovanni Neri