Conoscere l'Isola d'Elba: itinerario culturale per conoscere il paese di Porto Azzurro, la sua storia, il santuario, i vicoli e le piazzette ...

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Informazioni sull' Isola d'Elba

A Est dell'Elba


La strada per Cavo è un inseguirsi di dirupi selvaggi, che incorniciano calette e insenature: il gioco perenne delle onde ha levigato le rocce ferrifere, intere famiglie di gabbiani planano sul mare, mentre i cormorani rasentano l'acqua cristallina con rapidi voli e tuffi improvvisi. Il tempo si è fermato: dominano il lentisco, il mirto e la ginestra profumata, le scogliere degradano in caldo arenile. Siamo a Cavo, dalle candide villette, dalla gente generosa e ospitale. Attraverso l'abitato si arriva a Capo Castello, per studiare i resti della villa romana del 1 secolo a.C..
L'ampiezza dei muri perimetrali e la ricchezza dei mosaici rivelano che si tratta di una dimora destinata al riposo e allo svago dei dignitari romani e da qui si gode il fascino potente del canale con gli isolotti di Palmaiola e Cerboli, assediati da magici silenzi. Si cambia strada per imboccare la Parata e dirigerci verso Porto Azzurro.
Qui tutto è intensamente blu, sia d'inverno che d'estate. Si adagia nel sole della sua baia tranquilla, la piazza è circondata di negozi, bar e ristoranti. Ci sovrasta la fortezza di S. Giacomo edificata nel 1603 per ordine di Filippo 111 di Spagna su progetto di Don Garcia de Toledo, che la disegnò sul modello della cittadella di Anversa. La sua costruzione mirava a contrastare le frequenti incursioni e, insieme al Forte Focardo, costituì il sistema difensivo del golfo di Mola, base della flotta spagnola.
Entro le mura della fortezza si trova la Chiesa di S. Giacomo apostolo, ultimata nel 1656 ma ricostruita su disegno diverso nel 1720. Il risultato è una chiesa di stile barocco nella forma e nella struttura, che ricorda le chiese di Barcellona. Nel suo interno troviamotele raffiguranti S. Giuseppe, S. Simeone, Santa Barbara e lapidi dedicate a generali spagnoli che comandarono la piazza dal 1694 al 1776.
Di particolare interesse è l'oratorio dedicato al Sacro Cuore di Maria attiguo alla Parrocchia, costruito nel 1727 per volere di Don Diego d'Alarcon, Tenente Generale di Filippo V e Governatore della Piazza di "Longone". E' sobria, priva di ornamenti preziosi, in stile barocchetto con un leggero accenno neoclassico. Al suo interno, di notevole pregio, il monumento funebre dello stesso Generale. A tre chilometri dal centro storico sorge il Santuario della Madonna di Monserrato, il più suggestivo dei luoghi di culto dell'isola d'Elba, costruito su preesistenze etrusche. Situato nella valle del Calcare (oggi valle di Monserrato), poco distante le mura del Forte, in uno scenario severo, selvaggio, circondato da strapiombanti rocce rosso bruno, il santuario fu fatto costruire nel 1606 da Don Joseph de Pons, primo Governatore della Piazzaforte. La scelta del luogo non fu casuale, in quanto posto su una piccola altura e circondato da tre vette più alte, probabilmente al Generale spagnolo ricordava la zona che si trova nel massiccio catalano di Monserrat, dove sorge l'omonimo santuario benedettino e dove era particolarmente diffuso il culto per la Vergine, detta "Moreneta" per il colore del volto. Per lunghi periodi l'eremo fu abitato da monaci e romiti, ancora oggi è meta di pellegrinaggi e richiama un'antica ansia di devozione. La piazzetta antistante il Santuario apre un ampio panorama che abbraccia la spiaggia di Barbarossa, paradiso degli esploratori subacquei. Da qui, accompagnati da vecchi lupi di mare, partono moltissimi appassionati di archeologia marina e naturalisti alla ricerca di emozioni forti. 1 fondali di fronte a Porto Azzurro pulsano di vita: grandi ventagli di gorgonie rosse, immense distese di posidonia e sorprendenti spirografi multicolori si agitano con il loro caratteristico movimento ipnotico. Per i più esperti un balzo nel blu a caccia di immagini da fototeca di cemie giganti, branchi di saraghi e guardinghe aragoste che in questi fondali hanno il loro habitat ideale.
Si ritorna nella piazza, salotto dell'Elba luminoso e accogliente. Sulle vie del paese si aprono numerosi ristoranti tipici, un universo di golosità con radici che raccontano le tipiche storie isolane di incontri tra popoli, di simbiosi culturali, di scambi di ricette. E' uno scrigno di veri sapori elbani, patrimonio di antica saggezza e di moderna passione per i gusti decisi.
Il nostro viaggio non si può concludere senza godere una delle meraviglie naturali dell'Elba: il Laghetto di Terranera, un piccolo specchio d'acqua verde smeraldo che contrasta fortemente con l'azzurro intenso del mare, dal quale lo separano pochi metri di spiaggia. Il lago deve i suoi colori al contenuto di zolfo ed invita ad una breve nuotata, certamente benefica alla pelle. Ogni sasso è un minerale e dal fondo salgono riflessi luccicanti. La collina circostante è rossa ed il trionfo dei colori crea un atmosfera di profonda suggestione.

Tratto dal pieghevole dell'Azienda di Promozione Turistica dell'Arcipelago Toscano e degli Assessorati al Turismo dei Comuni di Portoferraio, Porto Azzurro, Rio Marina e Rio nell'Elba.