Conoscere l'Isola d'Elba: itinerario culturale per conoscere Portoferraio e la sua storia dal tempo dei Romani all'esilio di Napoleone ...


Informazioni sull' Isola d'Elba

A Est dell'Elba


C'è un'isola nell'Isola, quella che guarda ad est, di fronte alla Toscana. Roma non era stata ancora fondata, ma tutte le civiltà del Mediterraneo conoscevano già i ricchissimi giacimenti di ferro del versante orientale dell'Elba.
Scrigno di cristalli preziosi, rende subito partecipe delle vicende storiche dei paesi arroccati sulle montagne, delle torri di guardia e dei castelli per difendersi dai Pirati. Qui il tempo ha un'altra dimensione, altre cadenze ed il mare, le rocce, il vento, i colori disegnano un equilibrio perfetto, quasi irreale, testimonianza di una Natura generosa. Si arriva a Portoferraio, su moderne navi traghetto o con veloci aliscafi, e subito si apre uno scenario maestoso: imponenti fortificazioni rinascimentali, la darsena che disegna un perfetto ferro di cavallo, variopinte barche da pesca accanto a yacht miliardari e la torre esagonale, sentinella del porto più sicuro del Mediterraneo. Portoferraio Portoferraio Portoferraio - Castello del Volterraio E' la città più importante dell'Elba e, come ogni capitale che si rispetti, è ricca di monumenti storici e di emergenze culturali di prim'ordine.
Le due ville sontuose costruite dai Romani nel 1 sec. a.C. spalancano panorami suggestivi. La prima domina l'intero golfo ed è impreziosita dall'opus reticolatum ancor oggi apprezzabile nella sua perfezione stilistica, la seconda si adagia pigramente su una stretta lingua di terra, è lambita da un mare di zaffiro ed è accarezzata dal dolce vento di Maestrale.
Ma i romani non scoprirono solo i luoghi di letizia, valorizzarono anche i vini dell'Elba e, nei secoli del loro dominio, fiorì un intenso traffico di navi cariche di anfore: molte sono conservate nel Museo archeologico della Linguella e, insieme a sorprendenti reperti restituiti dal mare, raccontano tutta la storia della navigazione antica. Dalla Linguella si sale verso gli inespugnabili bastioni costruiti nel 1548 per ordine di Cosimo I de' Medici, veri gioielli di urbanistica militare, e, accanto a chiese austere della seconda metà del XVI secolo, si scopre un prezioso centro culturale, cancello aperto sulla memoria storica della città. E' stato ricavato da un convento francescano del 1603, ospita la pinacoteca e la ricchissima biblioteca comunale, mantiene intatto il suo fascino antico.
Si salgono pochi scalini ed ecco il palazzo dove Napoleone stabili la sua dimora nei dieci mesi di esilio all'Elba. Non assomiglia certo alla reggia di Versailles, ma basta affacciarsi dal giardino ed osservare, lo spettacolo del rapido inseguirsi delle coste a picco sul mare per comprendere le ragioni della sua scelta. La visita della villa, oggi Museo nazionale, mostra i mobili e gli arredi d'epoca, le lettere autografe e diversi quadri che illustrano le battaglie trionfali di Austerlitz ed Arcore.
L'itinerario napoleonico ci porta poi al Teatro dei Vigilanti: era una Chiesa dedicata alla Madonna del Carmine, sconsacrata nel XVIII secolo, che l'Imperatore trasformò in un grazioso teatro nel gennaio 1815. Un sapiente restauro lo ha restituito agli antichi splendori ed è il discreto cenacolo di tanti artisti di fama mondiale. Ci si dirige, verso Bagnaia, dalle cento vele spiegate. Sulla destra si distingue la piccola Chiesa di Santo Stefano, una pieve romanica del XII secolo, che sorge sul promontorio della città etrusca di Letranna.
Lo scenario è dominato dal Castello del Volterraio (XI secolo), che per secoli ha vegliato sulla sicurezza delle popolazioni del versante centro-orientale. Attraversata una dolce collina in quiete agreste, ecco aprirsi un panorama di rara bellezza: siamo nella zona mineraria e la natura cambia odori e colori.
Il rosso ruggine dell'ematite degrada dolcemente fino a confondersi con il mare in un tenero abbraccio. Una ripida discesa ci porta a Rio nell'Elba, una graziosa rocca medievale dove si respirano le mille suggestioni ed i sottili piaceri della riscoperta dei valori umani e sociali più autentici.
E' il villaggio più antico dell'isola d'Elba ed il suo destino è legato all'estrazione del ferro: i rudi e schietti minatori non ci sono più, ma, le persone anziane possono raccontarci innumerevoli storie di sacrifici e di dolore, eredità di un popolo che per oltre 3.000 anni ha lavorato nelle cave per rendere ricchi e potenti tanti popoli, a cominciare dagli Etruschi.