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- Banca dell'Elba (BCC)
COS'E' IL CREDITO COOPERATIVO
Le Banche di Credito Cooperativo (BCC) sono società cooperative senza finalità di lucro.
In esse si vive la rara esperienza della democrazia economica in una logica di imprenditorialità.
Il loro obiettivo è quello di favorire la partecipazione di ogni uomo alla vita economica e sociale, metterlo nelle condizioni di essere, almeno in parte, autore del proprio sviluppo come persona. Soprattutto se quell'uomo parte da una situazione di svantaggio.
Originariamente, vedono la luce come Casse Rurali ed Artigiane (diventando Casse Rurali ed Artigiane con la legge del 1937) nel periodo a cavallo tra la fine dell'800 e il nuovo secolo, ad opera di cooperatori ispirati dal Magistero sociale della Chiesa Cattolica che ebbe un ruolo determinante nello stimolare le fasce umili delle popolazioni rurali (soprattutto agricoltori ed artigiani, allora categorie prevalenti e particolarmente fragili) per affrancarsi dalla miseria e dal fenomeno diffuso dell'usura.
Le Banche di Credito Cooperativo nascono dunque da una necessità e da un'utopia.
La necessità di permettere al maggior numero possibile di persone di ottenere prestiti a condizioni più vantaggiose rispetto a quelle praticate dalle banche tradizionali.
L'utopia di riuscire a far procedere insieme, ogni giorno, impresa e solidarità, attenzione alle persone e capacità di autofunzionamento.
Da allora, le Casse Rurali hanno mantenuto nel corso degli anni uno strettissimo rapporto con il territorio di riferimento, intrecciando la propria storia con quella delle comunità, tanto da conquistarsi a pieno titolo l'appellativo di "banca locale".
Mutualità, localismo, solidarietà sono caratteri che tuttora distinguono le Banche di Credito Cooperativo nell'ambito del panorama bancario italiano.
Le Banche di Credito Cooperativo sono banche:
mutualistiche, in quanto società cooperative che erogano il credito principalmente ai soci: Non perseguono scopi di profitto bensl obiettivi di utilità sociale;
locali, poiché giocano un ruolo indispensabile ~ nella loro funzione di sostegno alle necessità finanziare delle famiglie e delle imprese in un ambito territoriale ristretto.
Non a caso sono state definite dei "micro-giganti" per la rilevanza della loro azione anche nelle aspettative e nella percezione di soci e clienti;
solidali, in quanto società di persone e non di capitali che promuovono I'aiuto reciproco dei soci e facilitano l'accesso al credito deLle fasce più deboli.
Per vocazione e tradizione sono banche vicine a chi è prossimo alla soglia di povertà e dei bisogni elementari, a chi vive in aree di emarginazione.
Nella concessione del credito, tengonoconto più delle capaeità personali che del patrimonio.
Le Banche di Credito Cooperativo costituiseono un sistema creditizio capillarmente diffuso sull'intero territorio nazionale.
Un sistema capace - con quasi 600 aziende (cirea. il 60% del totale delle imprese bancarie italiane) e 2500 sportelli (più del 10% del sistema) - di penetrare in profondità il tessuto sociale e di mobilitare energie umane in misura rilevante.
COSA DIFFERENZIA UNA BBC DA TUTTE LE ALTRE BANCHE
Il nuovo ordinamento bancario entrato in vigore il primo gennaio del 1994, ha cambiato profondamente alcuni connotati delle vecchie Casse Rurali, modificandone anche la ragione sociale in Banche di Credito Cooperativo (per le provincie autonome di Trento e Bolzano restano in vigore le tradizionali denominazioni, rispettivamente, di Casse Rurali e Raiffeisenkassen).
La nuova legge, di forte impronta europea, modernizza un sistema in grado oggi di competere con gli altrei attori del panorama creditizio nazionale e, allo stesso tempo, mantiene intatti quei caratteri che fanno delle Banche di Credito Cooperativo autentiche banche democratiche e solidaristiche.
Il legislatore ha loro attribuito una funzione ben precisa di sostegno creditizio-finanziario alle comunità locali, in particolare alle famiglie e alle piccole e medie imprese.
L'attuale legge bancaria, in particolare
offre la possibilità di diventare socio agli appartenenti di qualsiasi categoria professionale, eliminando il vecchio vincolo che imponeva una base sociale per l'80% da agricoltori e e artigiani.
fissa in 200 il numero minimo di soci per la costituzione di una Banca di Credito Cooperativo;
fa obbligo di erogare il credito "prevalentemente" a favore dei soci (applicazione del principio di mutualità)
consente ad ogni socio di possedere più di un'azióne, ma il valore nominale complessivo delle azioni possedute non può superare gli 80 milioni di lire.
Indipendentemente dal numero di azionim possedute, ogni socio dispone in assemblea di un solo voto (principio "una testa-un voto");
obbliga le Banche di Credito Cooperativo a destinare almeno il 70% degli utili netti annuali alla formazione o all'incremento della riserva legale indivisibile; il 3% degli utili netti restanti deve essere versato ad un apposito Fondo Mutualistico (Fondosviluppo spa, costituito dalla Federazione Italiana delle Banche di Credito Cooperativo e dalla Confcooperative) per la promozione e lo sviluppo della cooperazione, soprattutto del Mezzogiorno, contribuendo in tal modo alla redistribuzione di risorse tra le aree del Paese economicamente non omogenee;
conferma il vincolo territoriale all'operatività delle Banche di Credito Cooperativo, che investono denaro dove lo raccolgono contribuendo in tal modo direttamente alla crescita dell'economia locale.
Le Banche di Credito Cooperativo giocano un ruolo prezióso per lo sviluppo di migliaia di comunità locali e possono esser considerate a pieno titolo Banche dei Comuni
Non c'è regione italiana nella quale il Credito Cooperativo non sia presente.
In alcune aree del Paese (soprattutto del Nord e in particolare del NordEst), le Banche di Credito Cooperativo sono capillarmente diffuse, essenzialmente per motivi di ordine storico.
La rete è estremamente articolata.; sono oltre 4 mila i Comuni nel cui territorio le Banche di Credito Cooperativo operano (quasi il 60% del totale dei Comuni italiani). E non si tratta, come in passato, solo di comuni rurali.
La liberalizzazione dell'attività bancaria ha infatti reso possibile la presenza delle Banche di Credito Cooperativo anche nelle zone urbane: sono più di 40 i capoluoghi nei quali operano loro agenzie, il 40% delle provincie italiane.
Nella maggior parte delle aree extra-urbane nelle quali sono insediate, esse forniscono una quantità di credito superiore alle altre banche.
Il ruolo di banche "di frontiera" delle Banche di Credito Cooperativo è pienamente riconosciuto in virtù della loro attività di prevenzione dell'usura, per il fatto di essere rimaste le uniche banche locali in diverse provincie del Mezzogiorno, per la capacità di trattenere anche nei Conumi più piccoli il risparmio che lì si origina
E anche per aver dimostrato di saper portare il servizio bancario in molti centri le cui ridotte dimensioni o l'insufficiente presenza di unità produttive non giustificherebbero per altre banche il costo di uno sportello.
Per sua stessa natura, la Banca di Credito Cooperativo è una "banca vicina", una "banca che ascolta", pronta ad accogliere, a rispondere, a risolvere probemi in maniera non burocratica e all'insegna della qualità.
La famiglia non poteva quindi non essere il soggetto privilegiato del I'azione delle Banche di Credito Cooperativo.
Le famiglie possono trovare servizi mirati per le esigenze quotidiane e per i progetti più importanti: dai vantaggiosi "conti famiglia" alle facilitazioni per il mutuo casa, ai "conti junior" per avvicinare i ragazzi al valore del risparmio.
In molte Banche di Credito Cooperativo, inoltre, sono in funzione postazioni telemeatiche riservate ai giovani per consentire loro l'accesso ad Internet a fini di ricerca e studio.
Ma le Banche di Credito Cooperativo sono, in maniera altrettanto naturale, partners privilegiati delle piccole e medie imprese, tessuto vitale del sistema economico italiano.
Molte analisi economiche hanno certificato il fortissimo legame che unisce le imprese medio-piccole alle banche locali e. tra queste, specificatamente, le Banche di Credito Cooperativo con le quali i rapporti di lavoro risultano più solidi, più stabili e più longevi.
Non sono rari i casi di primarie industrie italiane di medie e piccole dimensioni che hanno raggiunto livelli produttivi e di penetrazione sui mercati esteri di assoluto rilievo grazie a rapporti di collaborazione con Banche di Credito Cooperativo consolidatisi nel tempo.
( a cura di Antonio Mazzei )
Le Banche di Credito Cooperativo (BCC) sono società cooperative senza finalità di lucro.
In esse si vive la rara esperienza della democrazia economica in una logica di imprenditorialità.
Il loro obiettivo è quello di favorire la partecipazione di ogni uomo alla vita economica e sociale, metterlo nelle condizioni di essere, almeno in parte, autore del proprio sviluppo come persona. Soprattutto se quell'uomo parte da una situazione di svantaggio.
Originariamente, vedono la luce come Casse Rurali ed Artigiane (diventando Casse Rurali ed Artigiane con la legge del 1937) nel periodo a cavallo tra la fine dell'800 e il nuovo secolo, ad opera di cooperatori ispirati dal Magistero sociale della Chiesa Cattolica che ebbe un ruolo determinante nello stimolare le fasce umili delle popolazioni rurali (soprattutto agricoltori ed artigiani, allora categorie prevalenti e particolarmente fragili) per affrancarsi dalla miseria e dal fenomeno diffuso dell'usura.
Le Banche di Credito Cooperativo nascono dunque da una necessità e da un'utopia.
La necessità di permettere al maggior numero possibile di persone di ottenere prestiti a condizioni più vantaggiose rispetto a quelle praticate dalle banche tradizionali.
L'utopia di riuscire a far procedere insieme, ogni giorno, impresa e solidarità, attenzione alle persone e capacità di autofunzionamento.
Da allora, le Casse Rurali hanno mantenuto nel corso degli anni uno strettissimo rapporto con il territorio di riferimento, intrecciando la propria storia con quella delle comunità, tanto da conquistarsi a pieno titolo l'appellativo di "banca locale".
Mutualità, localismo, solidarietà sono caratteri che tuttora distinguono le Banche di Credito Cooperativo nell'ambito del panorama bancario italiano.
Le Banche di Credito Cooperativo sono banche:
mutualistiche, in quanto società cooperative che erogano il credito principalmente ai soci: Non perseguono scopi di profitto bensl obiettivi di utilità sociale;
locali, poiché giocano un ruolo indispensabile ~ nella loro funzione di sostegno alle necessità finanziare delle famiglie e delle imprese in un ambito territoriale ristretto.
Non a caso sono state definite dei "micro-giganti" per la rilevanza della loro azione anche nelle aspettative e nella percezione di soci e clienti;
solidali, in quanto società di persone e non di capitali che promuovono I'aiuto reciproco dei soci e facilitano l'accesso al credito deLle fasce più deboli.
Per vocazione e tradizione sono banche vicine a chi è prossimo alla soglia di povertà e dei bisogni elementari, a chi vive in aree di emarginazione.
Nella concessione del credito, tengonoconto più delle capaeità personali che del patrimonio.
Le Banche di Credito Cooperativo costituiseono un sistema creditizio capillarmente diffuso sull'intero territorio nazionale.
Un sistema capace - con quasi 600 aziende (cirea. il 60% del totale delle imprese bancarie italiane) e 2500 sportelli (più del 10% del sistema) - di penetrare in profondità il tessuto sociale e di mobilitare energie umane in misura rilevante.
COSA DIFFERENZIA UNA BBC DA TUTTE LE ALTRE BANCHE
Il nuovo ordinamento bancario entrato in vigore il primo gennaio del 1994, ha cambiato profondamente alcuni connotati delle vecchie Casse Rurali, modificandone anche la ragione sociale in Banche di Credito Cooperativo (per le provincie autonome di Trento e Bolzano restano in vigore le tradizionali denominazioni, rispettivamente, di Casse Rurali e Raiffeisenkassen).
La nuova legge, di forte impronta europea, modernizza un sistema in grado oggi di competere con gli altrei attori del panorama creditizio nazionale e, allo stesso tempo, mantiene intatti quei caratteri che fanno delle Banche di Credito Cooperativo autentiche banche democratiche e solidaristiche.
Il legislatore ha loro attribuito una funzione ben precisa di sostegno creditizio-finanziario alle comunità locali, in particolare alle famiglie e alle piccole e medie imprese.
L'attuale legge bancaria, in particolare
offre la possibilità di diventare socio agli appartenenti di qualsiasi categoria professionale, eliminando il vecchio vincolo che imponeva una base sociale per l'80% da agricoltori e e artigiani.
fissa in 200 il numero minimo di soci per la costituzione di una Banca di Credito Cooperativo;
fa obbligo di erogare il credito "prevalentemente" a favore dei soci (applicazione del principio di mutualità)
consente ad ogni socio di possedere più di un'azióne, ma il valore nominale complessivo delle azioni possedute non può superare gli 80 milioni di lire.
Indipendentemente dal numero di azionim possedute, ogni socio dispone in assemblea di un solo voto (principio "una testa-un voto");
obbliga le Banche di Credito Cooperativo a destinare almeno il 70% degli utili netti annuali alla formazione o all'incremento della riserva legale indivisibile; il 3% degli utili netti restanti deve essere versato ad un apposito Fondo Mutualistico (Fondosviluppo spa, costituito dalla Federazione Italiana delle Banche di Credito Cooperativo e dalla Confcooperative) per la promozione e lo sviluppo della cooperazione, soprattutto del Mezzogiorno, contribuendo in tal modo alla redistribuzione di risorse tra le aree del Paese economicamente non omogenee;
conferma il vincolo territoriale all'operatività delle Banche di Credito Cooperativo, che investono denaro dove lo raccolgono contribuendo in tal modo direttamente alla crescita dell'economia locale.
Le Banche di Credito Cooperativo giocano un ruolo prezióso per lo sviluppo di migliaia di comunità locali e possono esser considerate a pieno titolo Banche dei Comuni
Non c'è regione italiana nella quale il Credito Cooperativo non sia presente.
In alcune aree del Paese (soprattutto del Nord e in particolare del NordEst), le Banche di Credito Cooperativo sono capillarmente diffuse, essenzialmente per motivi di ordine storico.
La rete è estremamente articolata.; sono oltre 4 mila i Comuni nel cui territorio le Banche di Credito Cooperativo operano (quasi il 60% del totale dei Comuni italiani). E non si tratta, come in passato, solo di comuni rurali.
La liberalizzazione dell'attività bancaria ha infatti reso possibile la presenza delle Banche di Credito Cooperativo anche nelle zone urbane: sono più di 40 i capoluoghi nei quali operano loro agenzie, il 40% delle provincie italiane.
Nella maggior parte delle aree extra-urbane nelle quali sono insediate, esse forniscono una quantità di credito superiore alle altre banche.
Il ruolo di banche "di frontiera" delle Banche di Credito Cooperativo è pienamente riconosciuto in virtù della loro attività di prevenzione dell'usura, per il fatto di essere rimaste le uniche banche locali in diverse provincie del Mezzogiorno, per la capacità di trattenere anche nei Conumi più piccoli il risparmio che lì si origina
E anche per aver dimostrato di saper portare il servizio bancario in molti centri le cui ridotte dimensioni o l'insufficiente presenza di unità produttive non giustificherebbero per altre banche il costo di uno sportello.
Per sua stessa natura, la Banca di Credito Cooperativo è una "banca vicina", una "banca che ascolta", pronta ad accogliere, a rispondere, a risolvere probemi in maniera non burocratica e all'insegna della qualità.
La famiglia non poteva quindi non essere il soggetto privilegiato del I'azione delle Banche di Credito Cooperativo.
Le famiglie possono trovare servizi mirati per le esigenze quotidiane e per i progetti più importanti: dai vantaggiosi "conti famiglia" alle facilitazioni per il mutuo casa, ai "conti junior" per avvicinare i ragazzi al valore del risparmio.
In molte Banche di Credito Cooperativo, inoltre, sono in funzione postazioni telemeatiche riservate ai giovani per consentire loro l'accesso ad Internet a fini di ricerca e studio.
Ma le Banche di Credito Cooperativo sono, in maniera altrettanto naturale, partners privilegiati delle piccole e medie imprese, tessuto vitale del sistema economico italiano.
Molte analisi economiche hanno certificato il fortissimo legame che unisce le imprese medio-piccole alle banche locali e. tra queste, specificatamente, le Banche di Credito Cooperativo con le quali i rapporti di lavoro risultano più solidi, più stabili e più longevi.
Non sono rari i casi di primarie industrie italiane di medie e piccole dimensioni che hanno raggiunto livelli produttivi e di penetrazione sui mercati esteri di assoluto rilievo grazie a rapporti di collaborazione con Banche di Credito Cooperativo consolidatisi nel tempo.
( a cura di Antonio Mazzei )
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